• Quando scrivere è parte di noi

    22.01.2018 • Archiviato in write for you

    Qualche giorno fa mi è tornata in mente una cosa a cui non pensavo da tanto. I miei pensieri stavano, come sempre, girando intorno allo scrivere, agli inchiostri, alle parole, alla carta e mi è tornata in mente un’immagine: io che inserisco nell’astuccio di scuola di mia figlia Francesca dei bigliettini, piegati per bene e inseriti nell’elastico che trattiene matite e pennarelli. Non avevo più pensato a questa cosa, da anni. Lei era alle elementari e stava passando un momento un pò difficile, quelli in cui torni a casa da scuola e racconti che non sei capace di fare bene come tutti i tuoi compagni, che ti sembra sempre di essere meno brava degli altri, che ci arrivi, ma sempre quel momento dopo. Ho tentato, in quei momenti, di spiegarle che non era un problema, che tutto piano piano sarebbe arrivato anche per lei, che le risposte le sarebbero giunte veloci, ma lei non mi credeva tanto, ne sono sicura. Ci rimaneva male, in questa sua area di inadeguatezza, e io non sapevo come aiutarla. Desideravo che pensasse in positivo, che continuasse ad essere la bimba solare che era, che aveva voglia di stare con i suoi compagni – soprattutto maschi – e che metteva in imbarazzo le mamme all’uscita di scuola andando direttamente a chiedere – senza aver prima concordato tra genitori – “scusa, posso venire a mangiare a casa tua oggi?”. Quando accadeva, facevo un pò finta di essere stupita di questa suo essere diretta e solare, in realtà mi divertivo un sacco a vedere le sopracciglia alzate delle mamme.

    Comunque una sera mi è venuto in mente di farle trovare, la mattina successiva quando avrebbe aperto il suo astuccio sul banco, dei foglietti con delle piccole frasi che le potessero far sentire che le ero vicina e che le desse la motivazione giusta per affrontare la sua giornata. Erano pensieri semplici e veloci, come “vedo un fiore in mezzo ad un prato che parla, sorride ed è felice… e questo fiore sei tu” oppure “stai attenta a quello che dice la maestra, impara tante cose. Fuori c’è il mondo che ti aspetta!”. E ancora, per stimolarla a leggere “impara a leggere bene, ci sono storie di mondi fantastici che ti aspettano, pieni di principesse, fate, ranocchi e draghi…è tutto scritto nei libri”. Insomma, cose così. La maestra ad un certo punto si è incuriosita di questi biglietti che spuntavano dall’astuccio tutte le mattine e l’ho ringraziata molto dopo della sua attenzione. Un giorno la mia bambina è tornata da scuola con un libriccino fatto di fogli colorati, sui quali aveva incollato – immagino con la complicità della maestra – tutti i miei biglietti. E ci aveva anche scritto sotto dei grandi “ti voglio bene, mamma”. E’ inutile che dica che è stato uno dei più bei regali che abbia mai ricevuto.

    Ma poi di questo libriccino ce ne siamo dimenticati tutti, pensavo che fosse da qualche parte, ma non sapevo bene dove. Quando mi è tornato in mente, qualche giorno fa, è stato impossibile non cercarlo. Averlo di nuovo tra le mani è stata una grandissima emozione, per me e per mia figlia, ci siamo perse nelle emozioni di quei giorni e mi si è stretto il cuore, pensando a quella maestra che mi ha permesso di avere un ricordo così prezioso. Cosa c’entra tutto questo con lo scrivere, con i miei inchiostri, le mie spose e matrimoni, il mio mondo fatto di carta colori lettere, il mio filovagando? C’entra perchè ho realizzato che, anche se in forma diverse, la scrittura è sempre stata parte di me. C’entra perchè ora con mia figlia – e non solo con lei – mi scrivo via whatsapp e via email, ma tutto vola, tutto va via, in pochi istanti. Lo scrivere su un pezzo di carta resta, restano le emozioni e i pensieri che hai incatenato tra una lettera e l’altra, resta quel momento che mi è piaciuto ricordare ora e forse mi piacerà in futuro. Magari piacerà anche a mia figlia, quando un giorno non se ne ricorderà più e ritroverà, fra le mie cose, questo libriccino.

    Scrivete, quindi, continuate a scrivere su un pezzo di carta, con la prima penna che vi capita in mano. Scrivete e lasciate traccia di voi e del vostro sentire. Io ho avuto una gioia immensa nel ritrovarmi lì, in quei piccoli biglietti, dove ho trovato un pezzo di me.

    Voi lasciate in giro pezzi della vostra anima, scritti da qualche parte? Fatemi sapere, sono curiosa.

     

     

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    4 comments
    Quando scrivere è parte di noi

    • Mariangela ha detto:

      Manu, bellissimo post, molto emozionante! Leggendo alcune frasi, una in particolare, mi hai fatto venire la pelle d’oca. Ma si può??
      Grazie per la condivisione di questo tuo esperimento di vita, ne farò tesoro perchè coi figli è spesso complicato comunicare verbalmente in modo corretto. La scrittura trovo che sia un’ottima alternativa e fatta come l’hai fatta tu anche molto giocosa e divertente. Un bacione.
      Mary

      • emanuela ha detto:

        Cara Mary, è un episodio che, come ho scritto, avevo quasi dimenticato. Eppure la forza della scrittura ritorna a farsi presente e a mantenere traccia di momenti che altrimenti si perdono nell’accumularsi dei ricordi e delle esperienze. Forse la forza del segno, dell’inchiostro, dei nostri pensieri, sta proprio in questo. Grazie per avermi dato questo tuo feedback, per me è davvero prezioso!

    • Ele ha detto:

      Ciao Manu…mentre leggevo…immaginavo il tuo volto emozionato e di Francy…bene prezioso..lo scritto…grazie..per avermi emozionato…un abbraccio Ele

      • emanuela ha detto:

        Grazie cara Ele, per esserti emozionata insieme a me, queste sono le cose belle da tenere strette nel cuore e da portare con noi nel nostro percorso, che è la vita.