• Ti Racconto Il Prima…di Un Matrimonio

    02.10.2016 • Archiviato in weddings

    A tutti noi capita, il giorno dopo di un matrimonio di amici o di parenti, di raccontare i particolari che più ci hanno colpito, le persone che abbiamo incontrato, l’abito della sposa e i fiori, gli invitati, la torta, la confettata, le bomboniere.
    Io ho il privilegio, lavorando come wedding planner insieme alla mia amica/socia Elisabetta, di vivere questi momenti prima.

    Prima che arrivi lo sposo. Prima che arrivi la sposa. Prima che arrivino gli invitati. Prima che la cerimonia, la festa, cominci.

     

    Te lo voglio raccontare, perché sono momenti magici.
    C’e’ ancora silenzio quando arrivo in location, tutto ancora come tutti i giorni. Se la scelta degli sposi è una villa, come quella dell’ultimo matrimonio che abbiamo seguito, vado subito a salutare i padroni di casa, e mi guardo attorno e mi sembra strano che da lì a poco tutto sarà diverso. Il sole illumina il giardino e crea già le ombre giuste, e io immagino già quali belle foto usciranno dagli obiettivi dei fotografi.
    Poi piano piano il silenzio si anima, perché arriva il catering e tutto comincia a muoversi, come in un film dove il regista da dato il via, ha pronunciato la famosa frase “azione”!
    Con Elisabetta cominciamo a preparare il nostro materiale, aspettiamo le fioriste che arrivano con i fiori, profumi, nastri.
    Mentre loro iniziano il loro lavoro, controllo la tabella di marcia, si siamo perfettamente in time, la sposa dovrebbe arrivare tra poco insieme alle sue testimoni ed estetista, per il trucco.
    Vado a controllare che la stanza che la ospiterà sia a posto, che non manchi nulla.
    Nel frattempo Elisabetta ha dato disposizioni di sistemare i tavoli per la cena, perché nonostante le istruzioni date, non vanno bene così. Finalmente vengono sistemati nel giusto modo e si parte.

    I tavoli vengono preparati, noi passiamo a sistemare i segnatavoli e a verificare che siano rivolti verso l’entrata degli ospiti, che siano correttamente identificati i tavoli dove ci sono i bimbi, quelli dove gli ospiti hanno preferenze alimentari. Ci siamo, a posto.

     

     

    Ricontrolliamo il tableau de mariage, sistemiamo il materiale che verrà poi utilizzato per il photbooth, ci sintonizziamo con i fotografi, facciamo sistemare i musicisti.

     

    L’atmosfera è operosa, ma siamo fra addetti ai lavori ed è bello vedere il progresso del lavoro di ognuno.

    Le fioriste hanno quasi terminato. Il risultato finale è quello che avevamo immaginato parecchi mesi fa, quando attraverso i nostri schizzi e i nostri disegni davamo un’idea agli sposi di come sarebbe stata la loro cerimonia. Ed è proprio così.

     

     

     

    Sedie bianche, la corsia in mezzo come la voleva tanto la sposa, fiori semplici e bianchi, ai lati, su vasi di latta. Candele, petali di rosa bianchi sparsi qua e là, boule di vetro con ancora i fiori all’interno. E’ quasi tutto pronto. Le fioriste se ne vanno, il catering è pronto.
    Elisabetta ed io ci prendiamo e ci godiamo questo momento, è tutto a posto. Ci sediamo e guardiamo se tutti i particolari sono sistemati, che non ci sia nulla fuori posto.
    Nel frattempo la sposa è arrivata, è già salita nella sua stanza, ma non ha visto dove si svolgerà la cerimonia. Sarà per lei una sorpresa, come lei lo sarà per gli ospiti. L’abbiamo rassicurata, è tutto a posto, va tutto bene.
    Ecco, questi sono i momenti che amo di questo lavoro: pensare prima, risolvere piccoli o grandi problemi perché tutto funzioni, nel migliore dei modi. Perché la cerimonia e la festa poi si svolgano senza intoppi, per il divertimento degli sposi e degli invitati.
    Questa calma, questo silenzio in cui, io e la mia amica/socia ci gustiamo il risultato del nostro lavoro prima che tutti arrivino, prima che arrivino gli amici, le mamme e i papà, lo sposo.
    Sapremo alla fine della festa se tutto è andato bene, se gli sposi saranno felici del nostro lavoro, se anche gli invitati avranno apprezzato la nostra presenza e la nostra organizzazione della giornata.
    Ma è l’atmosfera del prima che tutto inizi che mi piace da morire!

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